Fahrenheit 451 - Ray Bradbury (1953)
- Literature & Cie

- 12 janv. 2021
- 2 min de lecture
Perché leggiamo ? Per tremare, rompersi, stupirsi, e per imparare. Questo libro è una lezione. Uno schiaffo preciso e chiaro, oscillato da una piuma che scuote le nostre caboches e ci spinge a mantenere la mente curiosa, vivace, indipendente. Il racconto cattura il lettore, i suoi colpi di scena ci tengono in alito : mettendo la fiction infusa di suspense al servizio di una riflessione sul potere della conoscenza, Fahrenheit 451 esce dal suo corpo di pagine per incarnarsi in racconto profondamente utile. Di questi libri da leggere e rileggere, l'occhio attento e critico, per costruirsi come cittadino di una società capace del meglio come del peggio…
Il quadro è futuristico, ma anonimo e universale : si tratta di una città che si immagina grande e che si sa - più o meno - americana. I suoi abitanti coltivano una felicità d'apparenza, a grande rinforzo di immagini e di velocità. Non ci sono più scambi, solo parole vane. Bastonati all'iperconsumo, i cervelli si sono alanguis e sorseggiano il presente come un divertimento perpetuo : l'idiota, quello che ha dimenticato il passato e non può pensare al futuro è diventato una norma umana.
« Un libro è un fucile caricato nella casa accanto.
Bruciamolo. Scarichiamo l'arma. Sconfiggiamo lo spirito umano. »
Poiché i libri potrebbero istruire, quindi creare divergenze di opinione e nuocere alla felicità normalizzata, sono stati vietati : squadriglie di pompieri percorrono la città alla ricerca degli ultimi resti a corpo di carta, e ogni notte vedono nascere alcuni autodafé. Guy Montag è un piromane addestrato contro ogni cultura - oltre a quella di massa e, naturalmente, scioccante. I libri, li annaffia di petrolio e accende il fiammifero. Senza stato d'animo, si crederebbe. Eppure, da alcune missioni, Montag ha portato delle opere sopravvissute che nasconde con cura tra le sue mura…
Come ogni distopia classica, Fahrenheit 451 tiene in Montag una scintilla di ribellione : di interrogativi in scoppi di furore di fronte alla sua ignoranza, si osserva allora l'uomo staccarsi dal magma beato della società. Diverse conversazioni - con Faber, vecchia e saggia memoria del tempo in cui i libri circolavano liberamente ; con Beatty, pompiere e « guardiano della felicità » biberonnato alla propaganda, illuminano Montag e ricordano al lettore l'importanza del sapere : necessario per l'individuo, pericoloso per il potere stabilito.
« Vedete ora da dove vengono l'odio e la paura dei libri?
Mostrano i pori sul volto della vita. Le persone che vivono nella loro tranquillità vogliono solo facce di luna ben lisce, senza pori, senza peli, senza espressione. »
Il verbo è semplice ed efficace : interpella. C'è, filata lungo il racconto, questa luminosa metafora del fuoco : quello che brucia e saccheggia, quello che riscalda e accompagna. Simbolo, inoltre, di un eterno inizio segnato dagli errori degli uomini impazienti e lontani dal sapere.
E queste poche linee di speranza da ricordare :
« E quando chiederanno cosa stiamo facendo, potrete rispondere : Ci ricordiamo. È così che finiremo per vincere la partita. E un giorno, ricorderemo così bene che costruiremo la più grande pala meccanica della storia, scaveremo la più grande tomba di tutti i tempi e seppelliremo la guerra. Andiamo, per cominciare, costruiremo uno specchio e produrremo solo specchi per un anno per guardarci a lungo dentro ».
Fonte (articolo di origine) : https://horizondesmots.wordpress.com/2016/01/27/bouquin-43-fahrenheit-451-de-ray-bradbury/


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